Diocesi

Cenni storici

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diocesiLa Diocesi di Teramo è certamente una Diocesi antica e come primitiva comunità cristiana si è andata formando nei tempi apostolici anche se non è noto chi sia stato l’Apostolo che portò il Vangelo a Teramo, che allora era denominata “Interamnia Praetutianorum”.

La tradizione vuole che sia stato lo stesso Apostolo Pietro ma sembra più credibile che sia stato qualcuno della cerchia di Pietro, qualcuno della Chiesa di Roma. D’altra parte i contatti tra l’Interamnia romanizzata e Roma erano frequenti sia per la distanza breve tra le due città sia per la struttura viaria che collegava le medesime per cui non è impossibile che cristiani di Roma abbiano portato già ai tempi di Pietro il Vangelo nella città di Interamnia. Gli storici perciò sono concordi nel ritenere che la Diocesi di Teramo sia da annoverare tra le Diocesi più antiche dell’Abruzzo. Ughelli, da tutti ritenuto ottimo conoscitore della storia religiosa d’Italia, a proposito della Diocesi di Teramo ha lasciato scritto: “Teramo ha avuto la luce del Vangelo già dai tempi degli Apostoli e fu dagli stessi costituita sede episcopale”. Non sappiamo con esattezza quando la Diocesi di Teramo si sia costituita ma si può ritenere che essa si sia formata tra il II e il V secolo.

Il primo Vescovo di Teramo di cui si conosce il nome è Opportuno. Tra i Vescovi Aprutini del secolo XII figura Berardo di Pagliara che dal 1116 al 1122 fu Vescovo di Teramo e poi santo e Patrono della Città e della Diocesi di Teramo. Dal 1123 al 1170 fu Vescovo di Teramo Guido II. Il suo lungo episcopato è caratterizzato dalla distruzione di Teramo tra la fine del 1155 e gli inizi del 1156. Il periodo che precede la distruzione di Teramo è dominato dai Normanni, mentre nel secondo periodo si afferma la supremazia del Vescovo sulla città di Teramo.

Guido II si adoperò in tutte le maniere per affermare i diritti della Chiesa Aprutina sia di fronte all’Abate di Montecassino che rivendicava il possesso del Monastero di S. Nicolò a Tordino (1148) sia di fronte al Vescovo di Ascoli con il quale era sorta una controversia sui confini della Diocesi stabiliti da Papa Vittore II. Il 27 novembre del 1153 ottenne da Papa Anastasio IV una Bolla con la quale gli veniva confermata la giurisdizione vescovile nei territori che vanno “dalla sorgente del Vomano fino al fiume Salino che scorre tra la Contea di Ascoli e quella Aprutina, e attraverso Garrufo fino ad oltre il Tronto (cioè Monsampolo del Tronto ndr) fino al mare e attraverso il litorale fino al Vomano”.

La Bolla di Papa Anastasio praticamente precisava il territorio aprutino tradizionale corrispondente all’antico “Aprutium” che si estendeva dal Tronto al Vomano ed era delimitato ad Ovest dai Monti della Laga e a Est dal mare Adriatico. Tale è rimasto per secoli il territorio della Diocesi di Teramo fino al 1º luglio del 1949, anche se in alcuni periodi alcune parti del territorio sono state sottratte per costituire altre entità ecclesiastiche. Infatti dal 1530 al 1795 vi fu una “Diocesi nullius” amministrata dai Prelati Acquaviva che come Abati di S. Maria in Propezzano e di S. Angelo in Mosciano esercitarono la loro giurisdizione su Mosciano, Morrodoro e Notaresco. Inoltre Papa Sisto V, istituendo laDiocesi di Montalto nel 1586, assegnò a tale Diocesi le parrocchie di S. Felicita, S. Andrea, Villa Lempa e Villa Passo. Altre 15 parrocchie del territorio aprutino dal 1º Maggio del 1600 formarono la Diocesi di Campli che fu poi soppressa col concordato del 1818.


Il 1º luglio del 1949 la Diocesi di Atri fu unita “aeque principaliter” alla Diocesi di Teramo e nel 1950 ventisette parrocchie della Diocesi di Penne, corrispondenti all’antica Valle Siciliana (oggi i Comuni di Castelli, Isola del Gran Sasso, Tossicia e Colledara) furono aggregate alla Diocesi di Teramo, la quale così superò il confine iniziale del Vomano. Il 30 settembre del 1986 un decreto della Pontificia Congregazione dei Vescovi decise la piena unione delle Diocesi di Teramo e di Atri con la denominazione di “Diocesi Aprutina-Atriana” con sede a Teramo nella Chiesa Cattedrale di S. Maria Assunta e con un territorio corrispondente ai territori delle Diocesi di Teramo e di Atri.

da "La diocesi di Teramo-Atri" di Gabriele Orsini, Teramo 1999
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