Incontro con S.E. Mons. Felice Di Molfetta
Oggi 14 dicembre 2010, si è tenuto il ritiro mensile del Clero diocesano, a Giulianova, presso la Casa Maria Immacolata. Mons. Michele Seccia, Vescovo diocesano, ha invitato per l'occasione Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, a guidare la riflessione sul tema: Liturgia delle Ore: Preghiera di Cristo e preghiera della Chiesa. Molti e coinvolgenti sono stati gli spunti proposti da Mons. Di Molfetta ad iniziare dall'esordio iniziale, in cui ha affermato con vigore che la celebrazione della Liturgia delle Ore è uno dei compiti principali della Chiesa. La dimensione orante, infatti, fa parte della fisionomia essenziale della Chiesa: non è Chiesa di Cristo se non è Chiesa orante. Gesù stesso si è mostrato ai discepoli uomo fattosi totalmente preghiera al Padre; non solo maestro di vita, ma anche di preghiera. La sua attività era preceduta ed accompagnata dalla preghiera, anzi, sembrava derivare da questa. Anche le primitive Comunità Cristiane, animate dallo Spirito del Maestro, erano assidue e perseveranti nella preghiera, come racconta Luca nel Libro degli Atti degli Apostoli: "Tutti erano perseveranti e assidui nella preghiera" (At 1,14; 2,42).
"La preghiera - ha continuato Mons. Felice - è il canto della sposa al suo Sposo; è Cristo stesso che unito al Suo corpo mistico eleva la lode al Padre".
Per questo, la celebrazione dell'Ufficio delle Ore è un servizio che si deve compiere davanti al Signore con timore, ponendosi, cioè, alla presenza di Dio con rispetto, riverenza e amore.
Lo zelo in questo servizio deve portare al rispetto dell'orario delle varie preghiere: le lodi mattutine allo spuntare del giorno, come unione della Chiesa alla creazione e alla risurrezione di Gesù; i Vespri su far della sera, come segno che un giorno si chiude e se ne apre un altro. Anche nelle altre Ore un preciso significato accompagna la preghiera ed aiuta l'orante ad aprire il cuore. Occorre pregare, infatti, non solo con le labbra, ma anche con il cuore, dando a Dio il Suo tempo, il tempo della preghiera, il tempo migliore, non i ritagli.
Un grande aiuto per avvicinarsi con amore alla preghiera è considerare che i salmi che si recitano, quegli stessi salmi, sono stati recitati da Gesù stesso.
Al termine, quasi a vivere concretamente quanto ascoltato, i partecipanti si sono recati in Cappella, dove, in adorazione del Santissimo Sacramento, sotto la guida di Mons. Michele Seccia, hanno meditato il primo salmo dell'Ora Terza, recitato all'inizio della mattinata.
Dopo il dibattito in sala, prima di chiudere la riunione, il Vescovo ha voluto ricordare Don Gianni Di Bartolomeo, che oggi stesso avrebbe compiuto 58 anni, di cui il 28 dicembre prossimo ricorrerà l'anniversario della morte.



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