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La 65.ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

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MARTEDI' 21 MAGGIO

Proseguono i lavori dell’Assemblea Generale della Cei il cui tema principale  riguarda la figura degli educatori nella comunità cristiana. E proprio su tale argomento, questa mattina, Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza-Bobbio e Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, ha fondato il suo intervento che riportiamo in allegato.

L’intervento ha permesso ai nostri Vescovi di lavorare nei gruppi che nel pomeriggio si sono soffermati sui criteri di scelta delle figure educative e  sulla loro formazione richieste dalla situazione attuale e, in particolare, dalla prospettiva di annuncio ed evangelizzazione che appartiene alla missione educativa della Chiesa.


LUNEDI' 20 MAGGIO
Con la Prolusione (che riportiamo in allegato) di S.Em. Card. Angelo Bagnasco, Presidente, oggi  nell'Aula del Sinodo in alle ore 17.00, Vaticano, si è aperta la 65.ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana
I lavori, che termineranno venerdì 24 maggio, si svolgeranno in continuità con la riflessione programmatica alla luce degli Orientamenti pastorali del decennio, difatti il tema principale dell’Assemblea riguarderà la figura degli educatori nella comunità cristiana.
L'appuntamento più importante sarà quello di giovedì 23 maggio quando alle ore 18 tutti i Vescovi si recheranno in pellegrinaggio in Basilica, alla Tomba di San Pietro, per la celebrazione della professio fidei, presieduta dal Santo Padre.

Allegati:
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Indicazioni di S.E. Mons. Vescovo per la Solennità del Corpus Domini

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adorazione eucaristica

Solennità del Corpus domini

2 giugno 2013

Adorazione Eucaristica in tutte le Chiese


Carissimi Sacerdoti,

                        il Santo Padre, Papa FRANCESCO il  2 Giugno, IX Domenica "per annum" e Solennità del Corpus Domini, nella Basilica Vaticana, presiederà dalle ore 18 l’Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale, come era stato annunciato nel programma degli “eventi ecclesiali” per l’Anno della Fede”.

                        Ne riporto fedelmente il testo, perché a nessuno sfugga l’importanza ed il valore di una tale iniziativa:

La festa del Corpus Domini, domenica 2 giugno, avremo una Solenne Adorazione Eucaristica che sarà contemporanea in tutto il mondo. Nella Cattedrale di ogni diocesi e in ogni chiesa dove sarà possibile alla stessa ora si realizzerà il silenzio della contemplazione a testimonianza della fede che contempla il mistero del Dio vivo e presente in mezzo a noi con il suo Corpo e il suo Sangue. [1]

Nel ricordare questo importante e significativo appuntamento, invito tutti i sacerdoti a programmare gli orari in modo tale che dalle ore 18.00 alle 19.00 sia data priorità all’adorazione eucaristica, spiegandone il significato ai fedeli.

Nella Cattedrale di Teramo ci sarà la concelebrazione eucaristica con la partecipazione di tutti i sacerdoti,  i diaconi permanenti, religiosi e religiose, i ministri straordinari della comunione e tutti i fedeli che vorranno unirsi a questa particolare testimonianza pubblica di fede.  Pertanto, come in passato, non saranno celebrate le messe vespertine in Città.

Anche nelle altre Città e Comuni della Diocesi ci si preoccupi che sia il tempo dell’Adorazione Eucaristica nelle Parrocchie, sia altre iniziative siano il segno e testimonianza della Chiesa orante e in comunione.

                                                                                    + Michele, Vescovo

 

 


[1] Cfr. S. Ecc. Mons. Rino FISICHELLA Conferenza Stampa del 21 giugno 2012, di presentazione del calendario dei grandi eventi dell’Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013).

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Assemblea residenziale degli Organismi di Partecipazione

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Stemma Grande Capo                              Ai Membri

                                                    del Consiglio Presbiterale,

                                                del Consiglio Pastorale,

                                                                        della Consulta delle Aggregazioni laicali,

                                                          ai Direttori degli Uffici Pastorali


OGGETTO: Convocazione dell’Assemblea Diocesana residenziale

Carissimi,

prosegue il nostro cammino in questo Anno della Fede nel quale siamo chiamati personalmente a nutrirci della Parola, perché la nostra fede cresca, si approfondisca, ci converta.

Siamo anche a conclusione di un Anno Pastorale molto intenso che, attraverso eventi degni di significato, ci ha fatto sperimentare il senso di appartenenza ad una Chiesa particolare che deve ancora crescere e maturare nella corresponsabilità e nel rinnovato impegno nell’oggi che ci richiama con urgenza a testimoniare la gioia e la bellezza della fede.

Molte le sollecitazioni ricevute ed assimilate ma che ora dobbiamo incarnare con forza nell’ambito delle realtà parrocchiali, nei movimenti e nelle associazioni e nei vari aspetti che compongono la comunità ecclesiale.

Pertanto, vi aspetto TUTTI alla prossima

ASSEMBLEA DIOCESANA

che si terrà dal 27 al 29 giugno presso la Casa di Spiritualità del Santuario di San Gabriele dell’Addolorata.

Da essa attingeremo gli elementi necessari per continuare il cammino nella barca di Pietro, attraverso un impegno condiviso indispensabile per educarci ed educare alla vita buona del Vangelo.

È  un incontro residenziale importante e necessario per la vita della nostra Chiesa particolare. La comunità ha bisogno della presenza di tutti affinché ognuno possa offrire il  suo apporto per la  crescita comune.

Non dimentichiamoci che la partecipazione alle Assemblee è una responsabilità alla quale siamo chiamati.

Nei prossimi giorni, la Segreteria vi comunicherà il programma dettagliato, con le relative indicazioni logistiche.

Nell’attesa e nella certezza di incontrarvi tutti,  vi saluto con affetto e vi benedico

                                                   + Michele, Vescovo

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Il dono del Vescovo Michele ai comunicandi e ai cresimandi della Diocesi

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Copertina Paliotto“Il mondo contemporaneo è sensibile al rapporto tra fede e arte. In tal senso, si raccomanda alle di valorizzare adeguatamente, in funzione catechetica ed eventualmente in collaborazione ecumenica, il patrimonio delle opere d’arte reperibili nei luoghi affidati alla loro cura pastorale”.

(Nota della Congregazione della Dottrina della Fede con le Indicazioni pastorali per l’Anno della Fede, par. II, n.6).

Da questa indicazione così precisa, il Vescovo Michele ha ben pensato di donare ai comunicandi e ai cresimandi della diocesi un libro la cui Presentazione esplicita ulteriormente le profonde motivazioni:

«La Diocesi di Teramo-Atri è ricca di importanti opere d’arte, testimonianze di fede della comunità locale e della generosità di tante famiglie, dei notabili e del clero del  tempo. Ma anche della presenza nel territorio regionale di valenti artisti credenti e dotati di autentiche capacità creative messe al servizio della rappresentazione delle verità rivelate o dei racconti biblici.

Un autentico patrimonio da valorizzare non solo da parte dei credenti, ma anche da quanti amano l’arte e attraverso la bellezza sono aiutati a riscoprire la fede, in modo elementare, semplice. Proprio come avveniva nei secoli passati quando i racconti biblici venivano rappresentati con raffigurazioni diverse e in successione logica, rendendo ben comprensibile il messaggio dello stesso racconto.

Nacque così quella che venne chiamata Biblia Pauperum, ossia la Bibbia dei poveri. Perché? Gli artisti, con diverse tecniche e modalità (disegni, pitture, mosaici o sculture in miniature), raccontavano la Storia Sacra o alcuni episodi di essa, tratti dall’Antico o dal Nuovo Testamento. Un esempio meraviglioso in mosaico lo possiamo ammirare ancora nel Duomo di Monreale, vicino Palermo. Così anche la gente che non sapeva leggere, avendo già ascoltato tante volte quei racconti, era capace di riconoscerli nelle opere d’arte.

Per avvicinare anche i ragazzi di oggi a scoprire il messaggio della fede attraverso alcune opere presenti in Diocesi, ho subito pensato al famoso “Paliotto o Antependium” della Cattedrale di Teramo: una tavola con numerosi riquadri e rilievi d’argento realizzata, tra il 1433 e il 1448 dal Maestro orafo e argentiere Nicola di Guardiagrele. Il più grande e famoso artista d'Abruzzo che ha disseminato la nostra regione di capolavori (a Francavilla e Atessa, o a L'Aquila e a Lanciano con le meravigliose croci processionali, ma anche in piccoli paesi montani come Orsogna e Antrodoco o la sua nativa Guardiagrele). 

Il  Paliotto di Teramo appartiene a questo tipo di rappresentazione e racconta, quale Biblia Pauperum, la vita di Gesù attraverso gli episodi più importanti descritti nei Vangeli: Gesù Cristo, infatti, è al centro, circondato dai quattro Evangelisti e da quattro Padri della Chiesa i cui nomi ... sarete voi a scoprirli! Tutto intorno si susseguono le scene descritte nei Vangeli. Il tutto in argento e argento dorato e smalti preziosi tornati a risplendere alcuni anni or sono dopo  un attento restauro reso possibile grazie all'Associazione per il Restauro Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI).

La scoperta del Paliotto di Teramo diventa un affascinante libro da decifrare con la Bibbia alla mano, ma anche duna verifica  di quanto avete appreso negli incontri di catechesi. Ho scelto, perciò, un metodo che stimola la vostra curiosità ed il vostro ingegno, ma anche la capacità di compiere qualche piccola ricerca per poter rispondere ad eventuali domande che possono risultare difficili.

E a riguardo non dubito sulla vostra abilità nell’uso dei Vangeli ma anche dei  “motori di ricerca”! Sono certo che rimarrete entusiasti scoprendo e ricordando tante cose belle che non dimenticherete più. Se qualcosa vi risulterà difficile… fatevi aiutare dai genitori o dai nonni!

Non dimenticate però di passare dalla Cattedrale di Teramo per vedere da vicino questo magnifico “fumetto” fatto con sculture d’argento del Paliotto».

+ Michele,  Vescovo

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Veglia di preghiera per l'inizio della Novena di Pentecoste. Omelia del Vescovo Michele

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Foto 4Il saluto di S.E. Mons. Vescovo ha dato inizio alla Veglia di preghiera per l’inizio della Novena di Pentecoste organizzata, ormai da anni, dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali.

La novena di Pentecoste è sicuramente un tempo particolare che aiuta la Chiesa a ritrovare se stessa e a riscoprire le sue origini. Il nostro Pastore ha evidenziato come da un avvenimento che è sembrato quasi di  dispersione si è arrivati ad una esperienza di comunione che ha raggiunto i cuori di molti. Uomini e donne hanno portato Gesù Cristo morto e risorto fino agli estremi confini della terra con la Parola, con la testimonianza e con l’impegno personale. La comunità diocesana si è, dunque, ritrovata in preghiera per rendersi disponibile ad aprire  il  proprio cuore alla grazia per accogliere il dono dello Spirito.

In orante ascolto, guidati dalla Parola e dai canti, si è ripercorso il cammino di salvezza dell’umanità a partire dalla Creazione, momento e luogo nei quali Dio ha preso l’iniziativa per intraprendere un rapporto di dialogo e di amore con l’uomo, “E dio disse . . . e così avvenne”: è una Parola Eterna che è diventata la medesima Parola approfondita e  interpretata nel tempo e che chiamiamo Rivelazione. Il Vescovo ha detto che “questa è la  nostra fede nel Dio in cui crediamo, nel Dio che si è fatto Parola e che si è manifestato nel Suo Figlio Gesù affinché questa Parola, assumendo una veste umana e storica, diventasse ancor più pregnante e credibile, quindi Parola sacramentale, cioè segno e realtà”.

Il secondo momento ha posto la sua attenzione all’Alleanza stabilità da Dio con Mosè per mezzo delle Dieci Parole. In nome di questa Alleanza noi siamo chiamati a riconoscere il ruolo di guida che Dio ha avuto ed ha nel condurre ogni uomo verso una Terra promessa che può essere la  ‘chiesa’, o la ‘famiglia’, o la ‘vita cristiana’ in ognuna delle quali siamo sempre introdotti dalla grazia sacramentale. E, l’esperienza dell’Egitto, della schiavitù e, poi, dell’Alleanza sono diventati un paradigma per la Chiesa così come sono diventati un paradigma per la vita stessa di Cristo attraverso il Suo mistero di Passione, Morte e Resurrezione.

Foto 3La lettura del Vangelo ci ha fatto comprendere come la nostra fede dia forza e, soprattutto Luce, alla nostra vita nel momento della prova, della sofferenza, del dolore, della Croce.  E proprio per questo il Vescovo Michele ci ha ricordato che Gesù, Colui che è Via, Verità e Vita, con un paragone semplice, accessibile a tutti, ci ha invitati ad apprendere un insegnamento che ci viene dalla natura e che si trasforma in lezione di vita per arrivare alla vera comprensione del Mistero Pasquale.

Una comprensione che deve diventare un momento  di ‘macerazione’, di ‘annientamento’, di ‘morte per la vita’… “Se il chicco di grano caduto in terra rimane solo, se invece muore produce molto frutto” (Gv 12,24).

Gesù Cristo si è lasciato ‘macerare’, si è ‘annientato’, è ‘morto per darci la Vita’!

E attraverso tutta la Sua vita culminata nella morte di croce, ha realizzato in maniera definitiva la riconciliazione con il Padre, ha ottenuto il perdono dei peccati, ha elargito il dono dello Spirito Santo.

Pertanto, è Lui che nella prova ci fa volgere lo sguardo verso il cielo e ci anima di una speranza che non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5,5). Solo in Lui comprendiamo come la fede, la speranza e la carità costituiscano veramente e profondamente il senso del nostro essere cristiani.

E l’alba della Pentecoste, il quarto momento,  ci ha confermato quanto sia stata necessaria la Passione di nostro Signore Gesù Cristo che, con la Sua Risurrezione, ha definitivamente concluso  una nuova ed Eterna Alleanza con l’uomo, ridonandogli la vita.

E l’esperienza del Cenacolo, icona biblica e pastorale di vitale importanza, ora deve divenire l’esperienza di ciascun credente poiché la certezza del dono dello Spirito Santo ci permetterà non  di raccogliere i frutti, ma di discernere ed agire secondo la linea giusta che solo Dio conosce. E solo a queste condizioni potremo mietere da quei semi caduti nel buon terreno e che Dio farà fruttificare nel tempo opportuno.

In allegato l'omelia di S.E. Mons. Vescovo.

 

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