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Veglia di preghiera per l'inizio della Novena di Pentecoste. Omelia del Vescovo Michele

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Foto 4Il saluto di S.E. Mons. Vescovo ha dato inizio alla Veglia di preghiera per l’inizio della Novena di Pentecoste organizzata, ormai da anni, dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali.

La novena di Pentecoste è sicuramente un tempo particolare che aiuta la Chiesa a ritrovare se stessa e a riscoprire le sue origini. Il nostro Pastore ha evidenziato come da un avvenimento che è sembrato quasi di  dispersione si è arrivati ad una esperienza di comunione che ha raggiunto i cuori di molti. Uomini e donne hanno portato Gesù Cristo morto e risorto fino agli estremi confini della terra con la Parola, con la testimonianza e con l’impegno personale. La comunità diocesana si è, dunque, ritrovata in preghiera per rendersi disponibile ad aprire  il  proprio cuore alla grazia per accogliere il dono dello Spirito.

In orante ascolto, guidati dalla Parola e dai canti, si è ripercorso il cammino di salvezza dell’umanità a partire dalla Creazione, momento e luogo nei quali Dio ha preso l’iniziativa per intraprendere un rapporto di dialogo e di amore con l’uomo, “E dio disse . . . e così avvenne”: è una Parola Eterna che è diventata la medesima Parola approfondita e  interpretata nel tempo e che chiamiamo Rivelazione. Il Vescovo ha detto che “questa è la  nostra fede nel Dio in cui crediamo, nel Dio che si è fatto Parola e che si è manifestato nel Suo Figlio Gesù affinché questa Parola, assumendo una veste umana e storica, diventasse ancor più pregnante e credibile, quindi Parola sacramentale, cioè segno e realtà”.

Il secondo momento ha posto la sua attenzione all’Alleanza stabilità da Dio con Mosè per mezzo delle Dieci Parole. In nome di questa Alleanza noi siamo chiamati a riconoscere il ruolo di guida che Dio ha avuto ed ha nel condurre ogni uomo verso una Terra promessa che può essere la  ‘chiesa’, o la ‘famiglia’, o la ‘vita cristiana’ in ognuna delle quali siamo sempre introdotti dalla grazia sacramentale. E, l’esperienza dell’Egitto, della schiavitù e, poi, dell’Alleanza sono diventati un paradigma per la Chiesa così come sono diventati un paradigma per la vita stessa di Cristo attraverso il Suo mistero di Passione, Morte e Resurrezione.

Foto 3La lettura del Vangelo ci ha fatto comprendere come la nostra fede dia forza e, soprattutto Luce, alla nostra vita nel momento della prova, della sofferenza, del dolore, della Croce.  E proprio per questo il Vescovo Michele ci ha ricordato che Gesù, Colui che è Via, Verità e Vita, con un paragone semplice, accessibile a tutti, ci ha invitati ad apprendere un insegnamento che ci viene dalla natura e che si trasforma in lezione di vita per arrivare alla vera comprensione del Mistero Pasquale.

Una comprensione che deve diventare un momento  di ‘macerazione’, di ‘annientamento’, di ‘morte per la vita’… “Se il chicco di grano caduto in terra rimane solo, se invece muore produce molto frutto” (Gv 12,24).

Gesù Cristo si è lasciato ‘macerare’, si è ‘annientato’, è ‘morto per darci la Vita’!

E attraverso tutta la Sua vita culminata nella morte di croce, ha realizzato in maniera definitiva la riconciliazione con il Padre, ha ottenuto il perdono dei peccati, ha elargito il dono dello Spirito Santo.

Pertanto, è Lui che nella prova ci fa volgere lo sguardo verso il cielo e ci anima di una speranza che non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5,5). Solo in Lui comprendiamo come la fede, la speranza e la carità costituiscano veramente e profondamente il senso del nostro essere cristiani.

E l’alba della Pentecoste, il quarto momento,  ci ha confermato quanto sia stata necessaria la Passione di nostro Signore Gesù Cristo che, con la Sua Risurrezione, ha definitivamente concluso  una nuova ed Eterna Alleanza con l’uomo, ridonandogli la vita.

E l’esperienza del Cenacolo, icona biblica e pastorale di vitale importanza, ora deve divenire l’esperienza di ciascun credente poiché la certezza del dono dello Spirito Santo ci permetterà non  di raccogliere i frutti, ma di discernere ed agire secondo la linea giusta che solo Dio conosce. E solo a queste condizioni potremo mietere da quei semi caduti nel buon terreno e che Dio farà fruttificare nel tempo opportuno.

In allegato l'omelia di S.E. Mons. Vescovo.

 

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Sostegno all'iniziativa dei cittadini europei "UNO DI NOI"

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Uno di noi 2«UNO DI NOI» non è solo una firma ma è l’impegno a sottoscrivere la campagna promossa dai Movimenti per la vita nei ventisette Paesi della Ue per arrivare al riconoscimento giuridico dell’embrione. Bisogna raccogliere un milione di firme per questo dobbiamo mobilitarci con la possibilità di aderire anche online cliccando sul sito www.oneofus.eu.

Il Comitato organizzatore fa appello ai popoli d’Europa

 “In conformità alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

noi crediamo che la dignità sempre egualmente grande di ogni essere umano sia il fondamento della giustizia, della libertà, della democrazia e della pace.

Noi crediamo, perciò, che tale dignità, con i diritti che ne derivano, debba essere riconosciuta senza alcuna discriminazione dal primo inizio della vita umana nel concepimento fino alla morte naturale.

Noi crediamo che l’unità europea debba ritrovare motivazione e slancio recuperando la sua anima che affonda le radici nell'umanesimo che, fecondato dal cristianesimo, ha gradualmente costruito una visione della società che pone al centro la persona umana: ogni persona nella sua incomparabile dignità.

Noi crediamo che questo moto storico, che ha già vinto ogni dottrina di oppressione sull'uomo, che ha già liberato intere categorie di uomini dalla discriminazione, debba ora raggiungere la sua perfezione riconoscendo come “uno di noi” anche ogni singolo essere umano all'inizio della sua vita, quando, appena concepito, attraversa la condizione della più estrema fragilità umana.

Noi crediamo che un vero unitario popolo europeo possa emergere nell'aderire ampiamente a questa visione.

Noi crediamo che l'Unione Europea, nelle azioni che essa direttamente decide ed attua al suo interno e nel mondo, applichi coerentemente questo principio.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini dell'Unione Europea

dell’Austria, del Belgio, della Bulgaria, di Cipro, della Repubblica Ceca, della Danimarca, dell’Estonia, della Finlandia, della Francia, della Germania, della Grecia, dell’Irlanda, dell’Italia, della Lettonia, della Lituania, del Lussemburgo, di Malta, dei Paesi Bassi, della Polonia, del Portogallo, della Romania, della Slovacchia, della Slovenia, della Spagna, della Svezia, del Regno Unito e dell’Ungheria.

di esprimere la loro adesione

alla iniziativa denominata “UNO DI NOI” promossa in applicazione del trattato di Lisbona (art. 11) che ha inteso mettere a disposizione dei popoli una nuova forma di democrazia partecipata”.

Cliccando sugli allegati è possibile scaricare:

  1.  il modulo di dichiarazione di sostegno all’iniziativa dei cittadini europei “UNO DI NOI”.
  2. Il Fascicolo esplicativo del Movimento per la Vita.

 Uno di noi 1

  

 

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Veglia di preghiera per il Solenne inizio della Novena di Pentecoste

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pentecosteVenerdì 10 maggio alle 21:00, nella Cattedrale di Teramo ci ritroveremo per celebrare la Veglia dell’apertura della Novena di Pentecoste, preparata dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali e presieduta da S.E. Mons. Michele Seccia, nostro Vescovo.
Ricordo sinteticamente le parole di Papa Francesco, subito dopo la sua nomina, ai cardinali: «Ipse harmonia est», presumibilmente di un Padre della Chiesa, e continuava: «Il Paraclito fa tutte le differenze nelle Chiese, e sembra che sia un apostolo di Babele».
Ed invece è proprio Lui che fa l’unità di queste differenze, non nell’ugualità ma in una perfetta armonia. E questa armonia che può sembrare provenga dal “caos” è lo Spirito che rende viva la Chiesa. (Gal 5,25). Quello stesso Spirito che Gesù rese al Padre nel momento della sua morte in croce e che ricevette di nuovo dal Padre nella Risurrezione, lo dona ai suoi discepoli nel giorno della Pentecoste per la nuova creazione.
Lo Spirito Santo nella Chiesa è operatore di unità. Se Babele è simbolo di un’umanità dispersa e disunita, discorde e guerriera, Pentecoste è segno di sinfonica concordia, di armonia, di unità nell’unico linguaggio di Cristo, nell’unica sua Chiesa, pur nella diversità di lingue e di culture.
La Veglia che vivremo insieme sarà composta da quattro momenti importanti che avranno come percorso la genesi dell’uomo fino al ristabilimento della perduta unità del genere umano per opera dello Spirito Santo, il solo datore dei carismi, l’anima vivificante della Chiesa, accompagnata dai riferimenti dei documenti del Nostro Vescovo che ci hanno accompagnato nel cammino di fede di questi ultimi anni.
Questo momento di preghiera sarà motivo di crescita anche per tutti i movimenti e associazioni, dunque per tutta la Consulta delle Aggregazioni Laicali, ma anche per le diverse comunità parrocchiali. Accade – lo sappiamo tutti – che gli uomini spesso divengono estranei gli uni gli altri perché ci si dimentica spesso della comune origine, dello stesso Padre, dello stesso Credo o semplicemente della stessa appartenenza alla propria Chiesa Diocesana.
Allora ecco che la Chiesa, la nostra Chiesa di Teramo-Atri, per vocazione e missione “sacramento di unità” e “segno e strumento dell’unità di tutto il genere umano” . E la bellezza di tale occasione, di tale evento sta nel fatto che la nostra Diocesi, come tutte le Chiese Diocesane non pone la sua forza, la sua fiducia e la sua speranza nelle ricchezze terrene o nelle opportunità economiche e politiche, ma nell’energia trasfigurante e vivificante dello Spirito Santo promesso e donato da Cristo alla sua Chiesa.
Che bello essere consapevoli che lo Spirito non cessa mai di svolgere la sua azione silenziosa nel segreto delle coscienze, predisponendo gli animi ad accogliere l’annunzio della salvezza in Cristo morto e risorto! Egli saprà rendere fecondi i nostri sforzi anche là dove essi potrebbero apparire umanamente destinati al fallimento. Bisogna vivere nel coraggio della speranza perché lo Spirito soccorre e scioglie sempre ogni residua babele, tracciando il percorso, il “metodo” per superare, nella Chiesa, i contrasti tipici di una organizzazione umana, divenendo un unico corpo senza che membra alcuna, seppur importante, possa vantare la sua esclusività.

Leonardo Di Battista

Segretario C.d.A.L.

In allegato la locandina.


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La Giornata del Ministrante

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Gruppo 1Il 25 aprile, presso il Santuario di S. Gabriele, si è tenuta la II Giornata Diocesana del Ministrante. Alle 9.30 siamo arrivati al Santuario, dove ci siamo ritrovati con i Ministranti delle altre Parrocchie della Diocesi. Ci siamo recati tutti insieme alla Cripta del Santo per una preghiera iniziale e poi siamo andati alla Sala Stauros, dove don Marco ci ha parlato delle due Mense a cui noi partecipiamo ogni volta che andiamo a Messa: la Mensa della Parola di Dio e la Mensa del Corpo di Cristo! Poi ci siamo divisi e, con l’aiuto di alcuni educatori, abbiamo svolto un lavoro di gruppo sul Servizio Liturgico. Alle 13.00 abbiamo pranzato e poi ci siamo divertiti a giocare con gli animatori del C. S. I.. Alle 15.00 abbiamo cominciato la preparazione alla S. Messa delle 16.00, celebrata da S. E. Mons. Seccia, durante la quale due ragazzi di ogni Parrocchia hanno servito all’altare, mentre tutti gli altri avevano dei posti riservati ai piedi del Presbiterio. Questo è stato il momento più emozionante! Eravamo tantissimi ed è stato bellissimo essere lì tutti insieme! Nel corso della Liturgia, inoltre, il Vescovo ha istituito i Candidati al Ministero dei Lettori: un altro momento che ci ha colpito particolarmente! A fine Messa, non è mancata la foto di gruppo: un gruppo fantastico, non perché siamo noi ad essere fantastici, ma perché è fantastico essere tutti amici di Gesù!!!

Giammarco, Chiara, Filippo, Sara e Silvia

Parrocchia “S. Maria degli Angeli”, Mosciano 


Mi chiedo: ma cosa vuol dire essere ministrante oggi?

Servo la messa dal 2008 e ancora non so se sono pienamente consapevole di cosa possa significare questo servizio. Però credo che essere ministrante significhi non solo prestare servizio all'altare per offrire ciò che occorrerà per il Sacrificio Eucaristico, ma offrire se stessi al Signore: non solo la nostra disponibilità a servire la mensa, bisogna offrire a Cristo il nostro cuore perché sia Lui ad indicarci come continuare coerentemente a testimoniare il Suo amore in ogni attimo che ci donerà da vivere. Offrirsi per realizzare la volontà del Signore: forse è questo che significa essere ministranti.

Jacopo Capurri,

Parrocchia “Natività di Maria”, Giulianova

Siamo i ministranti della parrocchia di Cerchiara e stasera siamo “superallegri”! Sì! Siamo sempre felici di servire Gesù, ma ieri è stata una giornata davvero speciale: bella, interessante e anche divertente. Abbiamo incontrato tanti altri ministranti come noi e ci siamo incoraggiati a proseguire il nostro cammino, anche se qualcuno cerca sempre di sviarci. Ci siamo molto emozionati quando, insieme a tutti i ministranti della diocesi abbiamo fatto la processione d’ingresso e abbiamo partecipato alla Messa presieduta dal nostro vescovo.

Non sappiamo bene esprimere quello che abbiamo sentito nel cuore, ma vogliamo dire: GRAZIE, caro Vescovo Michele, per averci dato l’occasione di vedere che stare insieme nella Chiesa è bello!

 E grazie anche a te, carissimo don Adamo, per aver organizzato per noi questa meravigliosa giornata! A presto!

Aurora, Simone, Federico, Serena, Luisa, Giulio, Marianna


Per me essere ministrante,come dice la parola stessa, è stare al servizio di qualcuno. Lo stesso ministrante,però, non deve essere al servizio solo nel momento della celebrazione della S. Messa, ma anche nella società di oggi  nonostante le sue molteplici barriere e deve esserlo senza aver timore di giudizi degli altri. Questa è la mia esperienza di ministrante.

Massimiliano Pizzorulli

Parrocchia “Natività di Maria”, Giulianova


Giovedì, 25 aprile, presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, si sono riuniti i ministranti delle Parrocchie della Diocesi di Teramo-Atri, per festeggiare, dopo la grande partecipazione dello scorso anno, la II Giornata Diocesana del Ministrante.

La giornata è cominciata all’interno del Santuario, nella cripta di San Gabriele, con un momento di accoglienza e di preghiera guidato dal Rettore e Don Marco.

Successivamente è stato presentato ai ragazzi il tema della giornata: "Essere ministrante presso l’Altare: tra Parola ed Eucaristia", per poi essere suddivisi in dieci gruppi e condividere insieme le proprie esperienze da ministranti, all’interno delle varie parrocchie.

L’incontro è proseguito attraverso giochi e canti all’aria aperta, perché non si è ministranti solo sull’Altare ma anche fuori.

Un veloce pranzo al sacco per poi rincontrarsi per celebrare tutti insieme, in abito liturgico, la Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Michele Seccia, il quale ha conferito ai nove candidati il Ministero del Lettorato.

Al termine della Santa Messa, i ministranti sono stati premiati con tante caramelle, e dopo qualche foto, ognuno è tornato nella propria Parrocchia.

Miriam e Valeria,

Parrocchia “Sacro Cuore”, Tortoreto Lido

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L'Istituzione dei Lettori

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LettoriIl 25 aprile 2013, presso il Santuario di San Gabriele  dell'Addolorata è stata celebrata la giornata dedicata ai ministranti della nostra diocesi.
Con l'occasione il nostro vescovo Monsignor  Michele Seccia ha conferito il ministero Istituito del Lettorato a nove lettori.
L'Ufficio Liturgico Diocesano di cui il responsabile è Don Adamo Varanesi ha organizzato una serie di incontri per la formazione e preparazione al ministero del Lettorato. Sua Eccellenza ha sottolineato l'importanza di questo ministero poiché la Parola di Dio deve essere accolta nella propria vita per poterla poi testimoniare e trasmetterla agli altri. Nel consegnare ai nuovi lettori il libro della Sacra Scrittura ha pronunciato la seguente frase " Ricevi il libro delle sante Scritture e trasmetti fedelmente la parola di Dio, perché germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini".
Tutto si è svolto in un clima gioioso e di preghiera che non poteva mancare poiché eravamo  sotto l'influsso del Santo del Sorriso e dello Spirito Santo.
Ringrazio il Signore di questa importante chiamata che mi permette sempre più di lavorare nella sua vigna e ringrazio anche Sua Eccellenza per la fiducia accordatami.

Luigi Capoferri, Molviano

Il Corso di formazione per i Lettori è stata una novità assoluta per la nostra diocesi; accolto favorevolmente da moltissime parrocchie visto l’elevato numero di partecipanti. E’ vero che il numero dei corsisti è andato calando nel tempo ma mi sembra che la colpa sia da ascrivere all’ora tarda, specie per chi veniva da lontano, ed al fatto che alcuni, il mattino successivo, dovevano recarsi al lavoro. Molte mamme, giovani e con bambini piccoli, non hanno potuto partecipare appunto per l’ora serale. Ma un buon numero ha resistito fino alla fine, pur con grande sacrificio e rinunciando a qualche partita di calcio della squadra del cuore (non dimentichiamo il mercoledì delle Coppe).

Penso che molti siano stati scoraggiati dalla scansione temporale degli incontri: sei incontri in due mesi (dal 20.02 al 23.04).

Ma so che non è facile incastrare tutte le esigenze ed avere la disponibilità dei docenti: un plauso va a don Adamo che è riuscito ad ottenere l’adesione di docenti all’altezza del compito e di indiscussa preparazione e capacità.

Il corso è risultato ben strutturato per il numero, la varietà e l’attinenza degli argomenti trattati.

Una ottima impressione hanno fatto i relatori, preparati e di alto livello. Con la loro esposizione, chiara ed accattivante, hanno saputo tenere desta l’attenzione dell’uditorio nonostante l’ora tarda, la cena appena consumata, e la stanchezza accumulata in un giorno di lavoro.

Certo la trattazione di alcuni argomenti in un’oretta scarsa è risultata non esaustiva ed alcuni temi, forse, avevano bisogno di più tempo per un approfondimento. Penso alla parte riguardante la formazione della Sacra Scrittura: occorreva qualche notizia in più sui periodi storici di riferimento, sui generi letterari utilizzati, e al rapporto dei popoli orientali e specie dei Semiti con il sacro e con la divinità; così come la parte riguardante la dizione, la fonetica e la tecnica di lettura in pubblico che, sebbene esposte e presentate egregiamente dall’ottimo Prof. Mauro Di Girolamo, richiedono, per essere correttamente acquisite, una sperimentazione da parte di ciascuno e di prove fatte con controllo di un esperto. Ovviamente per far questo occorreva molto più tempo. Ma va bene così!

Sono sicuro che il lavoro fatto è servito, non solo a capire la spiritualità, l’importanza del servizio del lettore e la funzione della Sacra Scrittura all’interno dell’azione liturgica, ma anche a suscitare interesse per alcuni aspetti e a stimolare la ricerca individuale per una maggiore conoscenza dell’azione liturgica, dell’aspetto teologico e delle tecniche di comunicazione.

Data la sua indiscussa utilità, con piccoli aggiustamenti, il corso va riproposto nel solco di quella “educazione permanente dei laici” coraggiosamente intrapresa dal nostro Vescovo.

Grazie don Michele!!

Enrico Chiarini, Nereto

Lettori 1In questa giornata di  festa di San Marco Evangelista ho accolto con grande piacere e responsabilità l’istituzione del Ministero del lettorato conferitami da sua Ecc. Mons. Michele Seccia.

Il parroco della chiesa San Francesco D’Assisi di San Nicolò a Tordino  ha riposto fiducia nella mia persona in quanto svolgendo già da diversi anni il servizio in parrocchia come educatore-scout e semplice lettore ha voluto propormi l’invito a frequentare il corso. Interessante opportunità offerta dalla  Diocesi Teramo-Atri. I professori che hanno portato avanti l’iniziativa hanno dato molte informazioni dettagliate ed importanti per la formazione del lettore.

La parte più intensa ed importante è stata concentrata in questa giornata di oggi: 25 aprile. Sua Ecc. Michele Seccia nel suo dialogo con noi lettori ci ha regalato una quantità di tesori da non dimenticare. Parole cariche di cultura, semplici ed incisive. Ricordarsi sempre che  ciò che  andremo a fare da oggi in poi prima di salire sull’ambone, non è cosa da poco. La Parola da proclamare è dono offertoci ed è  nostro compito meditarla, prepararla e infine farla arrivare con l’aiuto dello Spirito Santo con amore e intensità  al cuore di chi la proclama e di chi l’ascolta.

L’ aver ricevuto questo incarico nella mia semplicità di persona mi renderà sicuramente più attento e responsabile verso Dio, me stesso e soprattutto verso gli altri.

Filippo Silenzii, San Nicolò a Tordino




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