La lettera del Vescovo Lorenzo ai giovani per il mese di novembre

Cari giovani,

questa mia lettera vi giunge ad un anno dalla mia nomina a Vescovo di Teramo-Atri: era il 23 novembre 2017.

Domenica scorsa abbiamo ascoltato il brano del Vangelo di Marco nel quale veniva descritto l’incontro del cieco Bartimeo (Mc10, 46-52) con Gesù. Ho vissuto anch’io la stessa esperienza di Bartimeo, quando il Papa mi ha nominato: “coraggio, ti chiama”!

La chiamata questa volta mi veniva direttamente dal Papa, attraverso i suoi collaboratori, ma tante volte mi è pervenuta attraverso gli avvenimenti della storia e la voce di tanti amici.

Io vorrei essere tra voi come l’amico che vi ricorda: “Coraggio, ti chiama”! Gesù, il Figlio di Davide – come lo ha invocato Bartimeo – ti chiama oggi!

Noi siamo sottoposti a tante chiamate, specialmente con la grande opportunità dei telefonini e facciamo fatica a capire quale sia la telefonata più importante e decisiva per la nostra vita.

È la grande sfida per tutti noi: conoscere chi mi chiama e che cosa mi popone!

Prima di rispondere, però, bisogna verificare chi è il soggetto che mi interpella, se davvero esiste. Oggi viviamo in un mondo in cui la chiamata può essere virtuale, ossia può provenire da una realtà ignota e che, talvolta, non esiste.

Quando ero giovane ho imparato che non tutto ciò che penso esiste, nonostante molti volessero insegnarmi il contrario. Mi permetto ricordare, non solo a coloro che studiano filosofia, la famosa frase di Hegel: “tutto ciò che è reale è razionale e tutto ciò che è razionale è reale”. In realtà non è proprio così, perché io posso pensare anche qualcosa che non esiste! È pura fantasia.

La seconda sfida è capire che cosa mi propone colui che mi chiama.

Nei momenti difficili della vita può capitare di accogliere qualsiasi proposta perché siamo nel bisogno e cerchiamo qualcuno o qualcosa che ci dia speranza. Sono i momenti più impegnativi della vita. Se scegliamo proposte non adeguate, rischiamo di non avere il coraggio di respingerle una volta che ci siamo accorti che si trattava di una proposta sbagliata.

Cari giovani,

oggi, cambiare rotta può risultare molto più difficile: una volta scelta una strada sbagliata il cammino può essere di non ritorno!

Io desidero proporvi di ascoltare la chiamata di quel Gesù che camminava lungo le vie della Palestina: oggi, gli apostoli dicono nuovamente a te – attraverso la mia voce – “Coraggio! Alzati, ti chiama”.

Lui merita la nostra fiducia, perché non è un famoso animatore religioso o politico, ma il Figlio di Dio che oggi desidera invitarti a camminare con Lui.

Per andare dove? Per essere protagonista nella storia, essere qualcuno e non qualcosa. E ciò è possibile perché ci aiuta a vedere!

Cari giovani,

dobbiamo insieme imparare a vedere per liberarci da tanti pregiudizi o “fake news” che vorrebbero trasformarci in  oggetti!

Sono tante oggi le vie attraverso cui – nel nome della razionalità, della sincerità, dell’autenticità e, spesso, anche della stessa generosità – si nascondono proposte fantasiose, lontane dalla realtà. Affascinanti, ma astratte!  Si forma in noi un mondo che assume piano piano il volto fantasioso di ciò che pensiamo.

Se incontri Gesù, tutto cambia!

Nessuna fantasia, nessuna utopia, ma la gioia di camminare con  fiducia, creatività e serenità con Colui che ci apre la strada aiutandoci a conoscere che cosa  c’è realmente dietro tutto ciò che percepiamo con i sensi. Non camminerai più nel buio!

È la vera gioia della nostra vita!

Attraverso questa lettera vorrei rinnovare il mio impegno tra voi: essere voce di Colui  che oggi  ti chiama!

Desidero invitarVi tutti Venerdì 23 novembre alle ore 21in Duomo a Teramo per consegnarvi il Vangelo di Luca, che leggeremo nel prossimo anno liturgico, mentre avrò la gioia di incontrare prima, Sabato 10 Novembre ad Assisi, i maturandi e gli universitari per iniziare il nuovo anno accademico.

Due appuntamenti per rispondere insieme al Signore che vi chiama.

Anche tu aiutami a dirlo ai tuoi amici: sarà il dono più grande per loro. È l’esperienza di chi non vuole strumentalizzare gli altri, ma servirli.

“Coraggio, ci chiama”!

Vi benedico di cuore.

Vostro

Lorenzo, vescovo