Sono scattato ad amare!

In una cattedrale gremita, ha avuto inizio con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E.R. Mons. Lorenzo Leuzzi, lunedi 10 dicembre 2018 alle ore 18.30 la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Pietrino Di Natale, giovane laico.

Pietrino avrebbe compiuto 52 anni, e proprio nel giorno del suo compleanno la Chiesa di Teramo-Atri ha vissuto un momento di gioia e di gratitudine al Signore per un dono davvero grande. Mons. Leuzzi, nella sua bellissima omelia, ha parlato di un evento straordinario e inaspettato, una sorpresa. Pietrino, dal Paradiso, guarda ai nostri giovani, e indica loro una strada, un percorso, per essere felici con lo sguardo rivolto al Signore. Pietrino è un profeta per gli adolescenti dei nostri tempi, con la sapienza del cuore e la semplicità di una fede certa e forte ha vissuto i momenti difficili con speranza e fiducia nel Signore. Diceva sempre alla sua mamma, Adelina, nei momenti bui: “mamma, non ti preoccupare, il Signore ci aiuta, vedrai”.

Pietrino nel cuore di molti è sempre stato un esempio e un punto di riferimento, ora con l’apertura ufficiale del processo diocesano, la Chiesa che è in Teramo-Atri verificherà le sue virtù eroiche e la fama di segni. Durante la celebrazione eucaristica c’è stata l’accettazione del supplice libello (domanda di apertura del processo redatta dal postulatore padre Carlo Calloni al vescovo mons Lorenzo Leuzzi e la lettura del decreto di accettazione dello stesso e del nulla osta ricevuto dalla santa sede). Si è poi insediato ufficialmente, con solenne giuramento, il Tribunale Ecclesiastico che nei prossimi mesi ascolterà i testimoni de visu, cioè quanti hanno conosciuto Pietrino in vita: familiari, amici, compagni di scuola, parenti, vicini di casa. il Tribunale è così composto: Delegato Episcopale mons. Antonio Bartolacci, promotore di giustizia mons Aldino Tomasetti, notaio don Stefano Galeazzi, notaio aggiunto don Pietro Lalloni. la Postulazione invece si compone del Postulatore il molto reverendo Padre Carlo Calloni, e del vice postulatore il dott. Giustino Perilli.

Una cattedrale gremita, si diceva sopra, una partecipazione così numerosa e sentita che ha commosso un po’ tutti. In prima fila c’era mamma Adelina, con zia Derna, i parenti, i compagni del calcio, di scuola, i vicini di casa. Numerosi i sacerdoti concelebranti, tra cui Mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli Larino e parroco di pietrino a tossicia negli anni 70 e il molto reverendo padre Ubaldo Terrinoni censore teologo della congregazione delle cause dei santi oltre a numerosi sacerdoti diocesani.
Tra le autorità civili, il sindaco di Teramo Gianguido d,alberto, il sindaco di Castelli Seca Rinaldo, il sindaco di tossicia franco Tarquini, il sindaco di Colledara Manuele Tiberi, il sindaco di Castel Castagna Rosanna De Antoniis, il presidente della provincia e sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura e il commissario della comunità montana zona o Tossicia Nando Timoteo.

Mons. Leuzzi, durante l’omelia facendo riferimento al brano del Vangelo del paralitico guarito (LC 5, 17-26) ha ricordato ad ognuno di noi l’importanza dell’alzati e cammina. Un po’ come il motto di Pietrino (sono scattato ad amare): solamente una vita vissuta nella normalità alla presenza di Dio è una vita che può costruire e laboriosamente lasciare un segno, una traccia, essere un esempio per tanti. La vita di Pietrino è stata così: un esempio, che di anno in anno, dopo la sua prematura e tragica morte di 34 anni fa (20 agosto 1984), si è andato sempre più diffondendo tra i giovani, di generazione in generazione.

Mons. De Luca, nel suo saluto finale, visibilmente commosso, ha espresso sentimenti di grande gratitudine per la Chiesa di Teramo-Atri e in particolare per mons. Lorenzo Leuzzi che sin dai primi giorni del suo insediamento ha espresso parere favorevole all’apertura del processo. Un pensiero di affetto anche per don Giovanni d’annunzio, altro parroco storico di Pietrino, che non ha potuto essere presente per via di un periodo di convalescenza dopo un intervento chirurgico.
il tribunale si riunirà nei prossimi mesi nel giorno di sabato, ascolterà i testimoni, raccoglierà informazioni e farà le sue indagini per comprendere l’esistenza delle virtù eroiche nella vita di Pietrino Di Natale, poi sarà la Santa Sede ad esprimere la sua valutazione, e infine si chiederà al Signore di confermare gli onori degli altari per Pietrino attraverso un miracolo di guarigione inspiegabile.
oggi Pietrino è Servo di Dio, possiamo chiedere la sua intercessione con la bellissima preghiera approvata dal Vescovo mons. Leuzzi e letta al termine della celebrazione tra la commozione generale. Pietrino ci guarda dal cielo, indica ad ognuno di noi la strada per la santità felice, della porta accanto, come indicato dal Santo Padre Francesco. Nella bella biografia edita sul Servo di Dio e disponibile presso la nostra libreria cattolica così è scritto:” spesso, proprio una vita semplice, custodita nella freschezza della natura, poco conforme ai rumori che attirano l’attenzione, quasi – verrebbe da dire – una vita anonima, trova la sua dignità in Cielo e si irradia sulla Terra. Proprio come tutte le cose di Dio”.
Interceda per noi il Servo di Dio Pietrino Di Natale, per i nostri giovani – di generazione in generazione – sempre alla ricerca dello spirito autentico della vita. Quella felicità che san Giovanni Paolo II proclamava a chiare lettere a Tor Vergata: “Quando sognate la felicità, in realtà è Gesú che cercate, è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate, è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso…”. Il Servo di Dio Pietrino Di Natale lo aveva ben capito e lo ha testimoniato con le sue azioni.
Oggi noi accogliamo la sua testimonianza come un dono  e un esempio – mentre chiediamo, alla Chiesa e a Dio di verificare la sua santità.

Angelo Di Battista

 

 

BIOGRAFIA BREVE

SERVO DI DIO PIETRINO DI NATALE

Il 20 agosto del 1984 moriva a Silvi (Teramo) il Servo di Dio Pietrino Di Natale, giovane laico.

Pietrino nasce a Teramo il 10 dicembre 1966 e – pratica consueta a quei tempi, ma ancora significativa nei nostri – viene battezzato il giorno dopo, come ad affermare che la sua vita è subito tutta di Dio e della Chiesa. Visitando Ornano Piccolo, nei pressi di Colledara, è facile immaginare la sua quotidianità: le cure di mamma Adelina e della famiglia; l’affetto di tutto il paese che nutre una speciale tenerezza per quel bimbo vispo che porta lo stesso nome del papà morto poco tempo prima della sua nascita; il respiro fresco della montagna che si ammira nitida e maestosa dalla sua casa.

A dieci anni riceve la prima comunione, primo passo di un lungo e costante cammino con Gesù Eucarestia. Nel 1977, grazie alla presenza di don Giovanni e don Gianfranco, nella vicina Tossicia, assiste alla nascita del Movimento Diocesano di Teramo e farà sua la consegna del Vescovo di “incendiare” d’amore tutti i giovani della Diocesi.

L’anno successivo partecipa al primo campo-scuola e viene segnato dalla scoperta di Dio Amore e proprio da Padre Abele Conigli, Vescovo di Teramo-Atri, a cui aveva scritto alla fine del campo, riceverà la Cresima.

La certezza dell’Amore di Dio per lui lo porta a vedere sempre il positivo, ad essere Parola vissuta, a non smettere mai di cercare Gesù dentro di sé, nel fratello, nell’Eucarestia, nella Parola, nella Gerarchia. Affascina di lui non solo lo slancio ad amare concretamente, ma anche la prontezza a raccontare il più recente atto d’amore e i suoi effetti. Nella quotidianità, attraverso l’attenzione costante agli altri, impara a morire a sé stesso per lasciare vivere Gesù: è l’allenamento dell’anima a dare la vita.

Dio gliela chiede il 20 agosto 1984, mentre è al mare con gli amici. Potrebbe sembrare una vita spezzata, invece ancora oggi giovani, ragazzi, famiglie, sacerdoti avvertono che – come il “chicco di grano che muore” – è nata una comunione profonda tra Cielo e Terra. Ogni anno il 20 agosto in tantissimi, non solo del Movimento Diocesano, si ritrovano presso la tomba di Pietrino per pregare, per riflettere, per riscoprire – grazie a lui – la propria chiamata alla santità.

 

 

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