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Pastorale universitaria

La Pastorale Universitaria si propone di rivolgere uno sguardo attento e partecipato al variegato mondo dell’Università e si configura come il contributo della Comunità cristiana al conseguimento delle finalità proprie dell’università, con riferimento primario alla maturazione integrale dei giovani studenti.
Pertanto diventa importante incontrare i giovani nei loro ambienti, ascoltarli con disponibilità ed attenzione, annunciare loro con passione la verità del Vangelo.
La Pastorale Universitaria, per molti aspetti, è una presenza della Chiesa fuori dal contesto parrocchiale, ma soprattutto è una presenza che incontra i giovani “lì dove sono”, con una particolare attenzione nell’adeguarsi “ai loro tempi e ai loro ritmi”.
Gli spazi, i tempi e le strutture della Pastorale Universitaria ne fanno un ambito molto adatto ai tempi d’oggi e flessibile per rispondere alla situazione sociale, culturale ed ecclesiale dei giovani, offrendo loro opportunità inedite da sviluppare con creatività e lungimiranza.
Il Sinodo appena svolto afferma provocatoriamente che la Chiesa stessa è chiamata ad imparare dai giovani e che intende chiedere ai giovani stessi di aiutarla ad identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Qui si apre uno dei grandi temi della pastorale giovanile in generale e della pastorale universitaria nello specifico: quella della corresponsabilità apostolica con i giovani, perché la Chiesa si edifica con i giovani ed è anche per i giovani!
Il cristianesimo, a cominciare dalla persona di Cristo stesso, ha molto da dire a coloro che stanno intraprendendo, portando avanti o concludendo il ciclo di studi. Il Suo insegnamento è per tutti i tempi e per tutte le tappe della vita, soprattutto perché ci rende persone realizzate pienamente e libere interiormente. Egli ci aiuta a crescere e ad intessere relazioni sociali basate sul dono di sè e sulla rettitudine morale, per affrontare qualsiasi tipo di evento che la vita ci pone dinanzi.
La “sfida” forse più grande ed affascinante è quella di portare Cristo anche nei corridoi dell’università, tra i banchi, in mezzo ai giovani e dare un contributo di fede e di cultura nell’ambito accademico. D’altra parte, come disse San Giovanni Paolo II, «la sintesi tra cultura e fede non è solo un’esigenza della cultura, ma anche della fede… Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta» («Discorso ai partecipanti al Congresso Nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale», 16 gennaio 1982, «Insegnamenti», V, 1 [1982] 131).

Le attività che saranno svolte riguarderanno diversi ambiti:
Cultura e studi; vita universitaria; matricole; convegni; catechesi e preghiera.

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