Riapertura del Santuario della Madonna delle Grazie a Teramo

Martedì 8 settembre 2026

 

OMELIA PER LA RIAPERTURA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI TERAMO

 del Cardinale Angel Fernandez Artime

Fratelli e sorelle carissimi,

ci sono giorni che non sono semplicemente giorni del calendario. Ci sono giorni che entrano nella memoria di una comunità e vi rimangono come una pagina importante della sua storia. Oggi è uno di questi giorni. Oggi Teramo celebrando in tutta la Chiesa il Giubileo Francescano e la Natività della Beata Vergine Maria, ritrova il suo Santuario della Madonna delle Grazie, patrona Lei della città. Si riaprono queste porte, torna ad accendersi la luce davanti all’immagine della Vergine, torna a risuonare in questo luogo la preghiera del popolo di Dio. E mentre guardiamo questo Santuario rinnovato, non possiamo limitarci a pensare che finalmente una chiesa torna ad essere accessibile. Quello che oggi accade è molto di più: torna ad aprirsi una casa, torna ad aprirsi una memoria, torna ad aprirsi una storia di fede.

Per secoli questo luogo ha accompagnato la vita di Teramo. Qui sono passate generazioni di uomini e donne, di famiglie, di bambini e anziani; qui sono state affidate alla Madonna gioie e sofferenze, nascite e lutti, speranze e paure. Qui tanti hanno cercato una parola quando non ne trovavano più, un po’ di consolazione quando la vita diventava pesante, una luce quando sembrava che il cammino si facesse buio. Il Santuario della Madonna delle Grazie non è dunque soltanto un edificio antico, bello e prezioso. È un luogo nel quale la fede di un popolo ha preso forma, si è trasmessa da una generazione all’altra ed è diventata preghiera.

La sua storia affonda le radici nei secoli e si intreccia con la storia stessa della città. Qui si è sviluppata una particolare devozione mariana, qui è giunta la tradizione francescana per secoli, qui la presenza e la predicazione di san Giacomo della Marca hanno lasciato una traccia profonda, legata anche al desiderio della pace e della riconciliazione. E davanti alla venerata immagine della Madonna con il Bambino, generazioni di teramani hanno imparato a guardare Maria come una Madre. Non una figura lontana, non un ricordo del passato, ma una presenza. Una Madre alla quale affidare la città, le famiglie, i figli, le proprie ferite e il proprio futuro.

Ed è significativo che proprio oggi la liturgia ci faccia ascoltare il Vangelo di Matteo con una genealogia. Potremmo domandarci: che cosa c’entrano tutti quei nomi con la nostra festa? Perché la Chiesa ci fa ascoltare una lunga successione di generazioni proprio mentre celebriamo la riapertura del Santuario nella grande festa della Natività della Beata Vergine Maria…?

La risposta è nel cuore stesso del Vangelo. Matteo ci sta dicendo che Dio entra nella storia. Non in una storia ideale, perfetta, senza contraddizioni, ma nella storia concreta degli uomini e delle donne. La genealogia di Gesù contiene nomi, generazioni, vicende luminose e vicende dolorose. Ci ricorda che Dio non ha paura della nostra storia. Non ha paura delle nostre fragilità, delle nostre ferite, delle nostre incoerenze. Dio entra nella storia e la trasforma dall’interno. È questa forse la parola più bella che possiamo ascoltare oggi: la storia continua in noi con Dio.

Continua la storia del Santuario. Continua la storia della devozione alla Madonna delle Grazie. Continua la storia della fede di Teramo. E soprattutto continua la storia di Dio con noi.

Ecco il significato più profondo di questa giornata. Noi non riapriamo semplicemente una chiesa perché ci mancava un luogo bello della città. Noi riapriamo un luogo nel quale da secoli viene proclamato che Dio è con noi. Dio è con noi quando siamo felici e quando piangiamo. È con noi quando la vita sembra andare nella direzione che desideriamo e quando invece tutto cambia improvvisamente. È con noi quando abbiamo fede e anche quando la nostra fede diventa fragile. È con noi quando sappiamo pregare e quando davanti a Lui riusciamo soltanto a rimanere in silenzio. Forse è proprio questo che tanti hanno cercato davanti alla Madonna delle Grazie in questi secoli: la certezza di non essere soli.

Maria è stata per Teramo il volto materno di questa certezza. E Maria, anche oggi, non ci trattiene presso di sé. Ci conduce sempre a Gesù. La sua missione è quella di ogni madre: accompagnare i figli verso ciò che dà loro vita. Maria ci insegna a fidarci di Dio anche quando non comprendiamo tutto, come non comprendeva tutto Giuseppe. Nel Vangelo Giuseppe si trova davanti a qualcosa che supera i suoi progetti e le sue sicurezze. E proprio lì ascolta una parola: “Non temere”.

Sarebbe troppo poco restituire bellezza a questo luogo se non permettessimo alla fede di restituire bellezza alle nostre relazioni, alle nostre famiglie, alla nostra città. Questa è la vera sfida della riapertura. Il Santuario torna ad essere aperto, ma ora dobbiamo permettere che sia vivo.

Vivo di preghiera, vivo di Eucaristia, vivo di confessione, vivo di ascolto della Parola, vivo di persone che entrano con una domanda e trovano una speranza, di persone che arrivano con una ferita e trovano una comunità capace di accoglierle.

Davanti alla Madonna delle Grazie, allora, oggi vogliamo affidare tutta Teramo.

Le affidiamo la città concreta, quella che conosciamo e che amate, con le sue bellezze e le sue fatiche. Le affidiamo le famiglie, soprattutto quelle che attraversano momenti difficili. Le affidiamo gli anziani, i bambini, i giovani. Le affidiamo chi cerca lavoro, chi vive nella solitudine, chi porta dentro di sé una sofferenza che nessuno conosce. Le affidiamo chi si è allontanato dalla fede e forse non sa più come ritornare. Le affidiamo chi oggi entra in questo Santuario con il cuore pieno di gioia e chi invece vi entra portando una croce.

Fratelli e sorelle, tra poco usciremo da questo Santuario e torneremo nelle nostre case. Ma sarebbe bello che questa giornata non finisse con la celebrazione. Sarebbe bello che qualcosa di ciò che oggi accade rimanesse dentro di noi.

Vorrei allora che ognuno, attraversando nuovamente questa porta, pensasse a una porta della propria vita che deve essere riaperta. Forse la porta del perdono, della speranza e della fede. Forse quella di una relazione che abbiamo lasciato morire. Forse semplicemente la porta del nostro cuore a Dio.

Perché questa è la grazia che chiediamo oggi: che mentre si riapre il Santuario della Madonna delle Grazie, si riapra anche il cuore di Teramo.

Che tornino a entrare la speranza, la fraternità, la solidarietà, la fede. Che tornino a entrare coloro che si sentono lontani. Che questo Santuario sia sempre una porta aperta, una casa accogliente, un luogo nel quale nessuno abbia paura di cercare Dio.

E Maria, Madonna delle Grazie, continui a stare in mezzo a noi come una Madre che indica la strada e ci dice, con la sua vita, ciò che disse a Cana: “Fate quello che Egli vi dirà”.

Maria, Madonna delle Grazie, custodisci Teramo. Custodisci la nostra Chiesa. Custodisci le nostre famiglie. Custodisci i nostri giovani. E insegnaci a camminare insieme verso Cristo.

Perché questa casa rimanga per sempre casa di preghiera, casa di speranza, casa di pace e casa di ogni figlio e figlia che cerca il volto misericordioso di Dio.

Amen.