Lettera del Vescovo Lorenzo ai giovani

Per il mese di aprile 2026

 

Carissime e carissimi,

tra pochi giorni, domenica 5 aprile, riascolteremo l’annuncio della resurrezione di Gesù di Nazareth, crocifisso e poi sepolto.

La notizia non suscita nel mondo contemporaneo un grande interesse. Un messaggio interessante, certamente positivo, ma privo di significato.

Ciò non significa che prima fosse più accattivante; era semplicemente riconosciuto come un evento tradizionale.

Ma oggi non basta!

Un messaggio tradizionale, anche di grande valore religioso, rischia di essere emarginato.

Ma perché ciò accade anche per l’evento della resurrezione?

Perché non si conosce la società moderna.

Può sembrare paradossale, ma è così!

Quando ero giovane ascoltavo che, con lo sviluppo del mondo moderno, l’evento della resurrezione sarebbe stato sempre più un ricordo storico del passato.

Pertanto, la prima domanda non riguarda l’evento della risurrezione, ma se ciò che mi hanno insegnato è davvero la conoscenza del mondo moderno.

Oggi devo condividere con voi che il mondo è diverso da ciò che è stato pensato.

Dire “mondo moderno” non significa mondo del progresso.

Il progresso può essere anche anti-moderno.

Si apre così la domanda sulla resurrezione di Gesù di Nazareth, vero evento scandaloso di un Dio che sale sulla Croce.

Può un Dio che sale sulla Croce essere l’anima di un mondo che cammina con la gioia di progredire e di non tornare indietro?

Carissime e carissimi,

Gesù è salito sulla Croce perché possiamo e dobbiamo crescere!

Siamo nati per essere protagonisti, come vi ricorda frequentemente papa Leone XIV, e non spettatori.

Le proposte che ho ascoltato nella mia vita conducono, involontariamente, alla emarginazione.

Il mondo cammina senza sapere dove va!

Gesù di Nazareth è salito sulla Croce prendendo su di sé i nostri limiti e risorgendo ci accompagna e ci sostiene nella nostra crescita personale e comunitaria.

Crescere, non lasciarsi crescere!

È la vera modernità.

Gesù di Nazareth è risorto perché noi potessimo comprendere che la società moderna può essere accolta e vissuta da protagonisti.

È il più grande dono per tutta l’umanità che fa fatica a capire la modernità e sperimenta la paura di guardare al proprio futuro.

Ma per i battezzati non è così!

Il Risorto cammina con ciascuno di noi e ci dona la capacità di conoscere e vivere il tempo presente.

Nella veglia pasquale rinnoveremo le promesse battesimali.

Saremo interrogati se davvero crediamo che Gesù di Nazareth è il fondamento della nostra esistenza per essere protagonisti e non spettatori.

Signore ci credo! Mi fido di te.

Moderno sì, ma protagonista e non spettatore!

Non da solo, ma con il Risorto.

Vi benedico di cuore.

Santa Pasqua.

Vostro,

+ Lorenzo, vescovo

 

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