Ottobre 2026
Carissime e carissimi,
ho scelto di inviarvi la mia lettera di ottobre nel giorno in cui celebriamo la festa di San Francesco, nell’ottavo centenario della Sua morte.
È la prima lettera del nuovo anno pastorale 2026-2027.
Pensando alla vita di Francesco ho riletto le parole di papa Leone XIV ai giovani riuniti nello “Stade de France” di Saint-Denis: “Cari giovani, mentre ricercate la vostra vocazione, siate certi che il Signore non vi parla in modo confuso, ma si rivolge a ciascuno chiamandovi per nome, e vi invita a seguirlo perché vi ama”.
È l’invito a superare un rapporto con il Signore per sentito dire, generico e privo di coinvolgimento della nostra vita.
Oggi sentiamo tutti il bisogno di uscire dall’anonimato diffuso nella cultura contemporanea.
Ciò che conta sono i numeri e non i volti!
Chi può garantire la bellezza del mio volto?
Francesco l’ha scoperta guardando il Crocifisso.
Perché guardando Lui ha scoperto la bellezza del suo volto, che la sua esistenza era un dono per gli altri.
Per molti di voi è iniziato da poche settimane l’anno scolastico e accademico; mentre per altrettanti di voi è ripreso il cammino lavorativo.
Nella società contemporanea risuona la domanda del significato della propria esistenza che si nasconde nel desiderio di vincere l’ansia e l’incertezza.
Ansia e incertezza: non sono manifestazioni di semplice disagio, ma sono segno dell’attesa di una risposta sul significato della propria esistenza.
È diffusa la convinzione di superarle evitando la domanda di fondo, a cui non si sa rispondere.
E tu?
Cosa dici della tua esistenza?
Un numero o un volto?
Per essere un numero basta fare ciò che fanno tutti; per essere un volto devi capire chi sei!
Francesco ha fatto questa scelta: ha seguito il Crocifisso perché aveva scoperto che lo amava.
Essere amati dal Crocifisso è il segreto della vita: Lui mi fa scoprire il vero significato dell’esistenza.
Una scelta non facile, ma di grande novità per voi che siete chiamati a vivere nel tempo del cambiamento d’epoca.
Essere numeri significa essere ripetitori; avere un volto significa essere costruttori.
Ma per costruire bisogna prepararsi. Non basta imparare, bisogna capire.
È una scelta impegnativa, ma decisiva per tutti voi e per la comunità nella quale siete inseriti.
Vi affido le parole di papa Leone XIV: “Per vincere l’ansia e l’incertezza, abbiate il coraggio di dire una sola parola, semplice e bellissima: grazie. Grazie, Gesù, per il tuo amore”.
Insieme, carissime e carissimi, proseguite con fiducia e coraggio nel vostro cammino per costruire la civiltà dell’amore.
Non siete soli!
La Chiesa vi accompagna e vi sostiene.
Con San Francesco il vostro volto sarà immagine della bellezza della vita.
Con la mia benedizione.
Vostro,
+ Lorenzo, vescovo
Appuntamenti:
Pellegrinaggio dei maturandi e universitari ad Assisi
Sabato 7 novembre 2026






