Per il mese di gennaio 2026
Carissime e carissimi,
la mia lettera di gennaio vi giunge dopo la festa dell’Epifania, giorno in cui la Chiesa invita tutta l’umanità a volgere lo sguardo a quel Bambino che abbiamo accolto nella notte di Natale.
Nell’augurare a tutti voi un nuovo anno pieno di gioia e di serenità desidero condividere con voi l’esperienza dei tre Magi che si sono recati alla grotta di Betlemme, sollecitati dalle loro ricerche astronomiche.
Ogni ricerca ha diversi livelli di conoscenza.
Ciò che conta è scoprire il rapporto tra l’incontro con quel Bambino e il nostro impegno nella conoscenza.
Fin da piccolo i re Magi sono stati per me un esempio di uomini che hanno desiderato conoscere l’universo.
Certamente un cammino segnato da una proposta che poteva sembrare di scarso valore: seguire una cometa!
Eppure questa stella li ha condotti a trovare Gesù Bambino!
È la via della semplicità che sa utilizzare le proprie conoscenze e i propri talenti.
Per trovare Gesù bisogna essere semplici cercatori!
Lui si fa trovare non per vie straordinarie, ma nella quotidianità della nostra vita.
È l’invito a non aspettare e a partire!
La nascita di Gesù è l’inizio di un cammino che ci condurrà alla notte di Pasqua quando scopriremo perché devo essere un ricercatore e non un semplice ripetitore.
Gli strumenti tecnologici ripetono!
Tu, invece, sei un ricercatore!
Nella società odierna prevale, purtroppo, l’invito ad essere ripetitori.
Ma non si è protagonisti se siamo ripetitori!
I Magi ci insegnano che, se siamo ricercatori, Gesù si fa trovare e impariamo da Lui la vera scienza della vita.
Nella festa dell’Epifania si è concluso il Giubileo 2025, ma il suo cammino prosegue fino al 2033, anno in cui celebreremo il bimillenario della morte e resurrezione di quel Bambino che abbiamo accolto.
L’esperienza dei Magi ci accompagnerà in questo cammino.
Insieme, apriamo il nostro cuore e la nostra mente a conoscere la nostra esistenza e il mondo che ci circonda.
Non siamo soli!
Certo è più facile camminare ad occhi chiusi, ma la vera gioia è avere gli occhi aperti e un cuore onesto.
Quando ero piccolo mi hanno insegnato ad evitare di urtare contro i muri! Oggi i muri si nascondono in tanti messaggi pubblicitari.
Carissime e carissimi,
le difficoltà della vita ci sono e ci saranno sempre. Ma se camminiamo con quel Bambino, che abbiamo incontrato nella grotta di Betlemme, il futuro è aperto alla speranza.
Non lasciarLo solo nella grotta.
PrendiLo e portaLo con te.
CercaLo sempre, perché Ti aspetta.
Con cuore e mente aperti costruiamo nel 2026 la civiltà dell’amore.
Con la mia benedizione!
Sereno e gioioso 2026.
+ Lorenzo, vescovo







