La giornata dedicata all’VIII Partenariato
Euro-Africano e alla dimensione internazionale della conoscenza

Foto di gruppo al termine dei lavori
Si è concluso oggi presso il Polo “S. Spaventa” dell’Università degli Studi di Teramo l’VIII Forum Internazionale del Gran Sasso, organizzato dalla Diocesi di Teramo-Atri e dall’Università degli Studi di Teramo. La giornata finale, interamente dedicata all’VIII Partenariato Euro-Africano e incentrata sul tema “Dimensione internazionale della conoscenza / International Dimension of Knowledge”, ha riunito rappresentanti del mondo accademico, della ricerca, delle istituzioni nazionali, internazionali ed ecclesiastiche per promuovere un modello di sviluppo basato sulla reciprocità, la solidarietà e la crescita scientifica condivisa.
I lavori della sessione conclusiva si sono articolati in quattro moduli tematici:
- Nuove prospettive per la Cooperazione internazionale: Moderato da don Enzo Manes (Direttore della Caritas diocesana di Teramo-Atri), il primo panel ha aperto la riflessione sul cambio di paradigma necessario per una cooperazione fraterna, con i contributi di Monsignor Pierre Cibambo (Presidente della Caritas Africana) e di don Marco Pagniello (Direttore della Caritas Italiana).
- Le esperienze di Cooperazione internazionale nelle Università: Coordinata da Antonio Felice Uricchio (Consiglio Direttivo AVEPRO), la sessione ha messo in luce i progetti e le buone pratiche condivise dagli atenei italiani e africani. Sono intervenuti Étienne Noël Bassoumboul (Pontificia Università Urbaniana – CRUIPRO), Alessia Colosimo e Junior Geoffry Njinang (Università di Teramo), Carmine Catenacci (Prorettore Vicario Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara), Giuliano Resce (Università del Molise), Eugenio Coccia (Gran Sasso Science Institute), Elisabetta Piras (Conservatorio “G. Braga” di Teramo) e Carlo Giovanni Cereti (Fondazione Italian Higher Education with Africa).
- Le esperienze di Cooperazione internazionale nei Centri di Ricerca: Moderata da Mauro Dolci (Direttore INAF Osservatorio Astronomico d’Abruzzo), la tavola rotonda ha illustrato progetti congiunti inerenti alle sfide globali, quali la salute pubblica, la transizione ecologica e la sicurezza alimentare, con gli interventi di Ivo Rendina (CNR-ISASI), Alessandro Ripani (IZSAM “G. Caporale”), Filippo Maria Zerbi (INAF), Aldo Ianni (LNGS) e Robert Lindsay (University of the Western Cape, Sudafrica).
- Prospettive d’impegno: Sotto la moderazione di Ezio Previtali (Direttore Laboratori Nazionali del Gran Sasso), si sono delineate le linee guida strategiche per il futuro grazie agli apporti di Maria Teresa Iaquinta (UNIDROIT), Mani Ndongbou Bertrand Honore (Coordinamento Italiano delle Diaspore per la Cooperazione Internazionale), Luigi Diodati (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e Lavinia Monti (Direttore Internazionalizzazione della formazione superiore, MUR).
Nel corso della sessione di apertura, Mons. Pierre Cibambo, Presidente di Caritas Africana, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di un modello di cooperazione paritario: «Un partenariato equo ha inizio quando entrambe le parti possono dare e ricevere, insegnare e imparare, porre domande ed essere interrogate. L’Africa non è semplicemente una beneficiaria di finanziamenti o di competenze europee; possiede tradizioni intellettuali, università, ricercatori e giovani la cui creatività è essenziale per il futuro di entrambi i continenti. Ripensare la cooperazione internazionale significa passare dalla gestione della povertà all’affrontare le cause, dalla realizzazione di progetti al rafforzamento delle persone e delle istituzioni».
A fargli eco è stato don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, che ha sottolineato il valore etico e sociale dell’affiancamento tra comunità: «Per noi si tratta di cooperazione fraterna e non semplicemente di cooperazione internazionale. C’è un cambiamento di paradigma che sembra abbandonare la solidarietà a favore di una logica di mero investimento, ma per noi al centro ci sono i diritti umani e la persona. La vera cooperazione vuol dire affiancare le Chiese e le Caritas sorelle, mettendoci a fianco delle comunità locali senza sostituirci a loro, impiegando le risorse per farle crescere nei propri territori. Dobbiamo promuovere una narrazione alternativa e una “carità culturale” capace di generare un reale cambiamento».
La manifestazione si è chiusa con le conclusioni di S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri. L’VIII Forum Internazionale del Gran Sasso si congeda rilanciando l’impegno comune di costruire reti stabili di conoscenza e corresponsabilità, capaci di rispondere alle sfide globali attraverso la giustizia sociale, la formazione e la tutela della dignità umana.
I lavori della giornata di ieri 1° ottobre
Il Forum si era aperto ufficialmente ieri mattina, nella prestigiosa cornice del Campus Universitario “Aurelio Saliceti” dell’Università degli Studi di Teramo: un appuntamento scientifico e culturale ormai consolidato di portata internazionale. L’iniziativa di quest’anno, intitolata «Allargare gli orizzonti della conoscenza: percorsi di ricerca per costruire», ha riunito docenti, ricercatori, esperti istituzionali e rappresentanti di enti scientifici per riaffermare la centralità del sapere integrato come strumento di pace, sviluppo sostenibile e coesione tra le comunità.
L’evento è stato promosso dalla Diocesi di Teramo-Atri, dall’Università degli Studi di Teramo, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dal C.C.R.U.A. – Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Abruzzesi.
La Cerimonia Inaugurale, il Ricordo di Antonino Zichichi e le Tavole Rotonde
I lavori si sono aperti ufficialmente nella mattinata presso l’Aula Magna “Benedetto Croce” con la solenne Cerimonia Inaugurale, che ha visto la partecipazione e gli interventi introduttivi delle principali autorità accademiche, civili e religiose, tra cui il Vice Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Dario Edoardo Viganò.
La Cerimonia Inaugurale, insieme alle due Tavole Rotonde del mattino e al momento commemorativo di Antonino Zichichi dal titolo “Conoscere significa aprirsi alla realtà” (Leone XIV), moderato dalla Rettrice del Gran Sasso Science Institute Paola Inverardi, hanno tracciato le linee guida dell’intero Forum, mettendo in evidenza come la ricerca scientifica non debba rimanere un esercizio speculativo isolato, ma debba trasformarsi in un’infrastruttura democratica in grado di rispondere alle grandi trasformazioni e criticità dell’epoca contemporanea. I relatori hanno ribadito l’importanza di far dialogare e convergere le diverse discipline verso un obiettivo comune: conoscere la realtà e promuovere la persona.
Nel corso degli interventi inaugurali, Monsignor Lorenzo Leuzzi e il Rettore dell’Ateneo Christian Corsi teramano hanno offerto due profonde riflessioni sull’etica della ricerca e sulla responsabilità sociale delle università. Il Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri ha ricordato come «bisogna avere la reale consapevolezza che la ricerca scientifica e l’impegno accademico debbano servire a costruire un mondo migliore. Dobbiamo esserne davvero consapevoli. Il dialogo interculturale e la collaborazione interdisciplinare diventano un modello imprescindibile da condividere: senza il dialogo e la cooperazione interdisciplinare si può fare un’ottima informazione, ma non si genera vera conoscenza. Dobbiamo donare ai nostri ragazzi non solo informazioni, ma la capacità di conoscere e soprattutto il desiderio di conoscere».
Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Teramo Christian Corsi ha specificato come «Allargare gli orizzonti della conoscenza significa anzitutto allargare gli orizzonti geografici e della cooperazione. L’esperienza maturata negli anni ci insegna che la cooperazione internazionale non può essere letta solo sotto una logica unidirezionale. Non si tratta di trasferire banalmente modelli da un continente all’altro, ma di costruire insieme un modello di conoscenza trasversale, di formazione e di capacità innovativa condivisa. La collaborazione tra Europa e Africa assume valore autentico quando genera reciprocità. L’internazionalizzazione non allontana l’università dal proprio territorio, ma, al contrario, mette i nostri contesti locali in relazione diretta con il mondo».
Le Sessioni Parallele e i lavori pomeridiani
Nel corso del pomeriggio del 1° ottobre, il programma è entrato nel vivo attraverso una fitta serie di sessioni di approfondimento tematico distribuite nelle diverse aule dell’ateneo:
- Area Scienze Umanistiche – «Conoscenza e Promozione umana»
- Area Scienze Economico-Sociali – «Conoscenza della realtà sociale»
- Scienze Naturali – «Conoscenza della Natura»
- Scienze Formali e Tecnologiche – «Conoscenza e Tecnologia»
A conclusione dei lavori pomeridiani si è svolto il momento di sintesi in cui i coordinatori delle differenti sessioni hanno condiviso i primi risultati delle discussioni scientifiche. La giornata si chiuderà ufficialmente con la celebrazione della Santa Messa dei Ricercatori presso la Parrocchia-Cappellania Universitaria “San Gabriele dell’Addolorata”.







